“Borgo degli Ortolani”
Notizie storiche, testimonianze, amenità
di Maria Teresa Criscenti
Mi hanno incaricato di scrivere qualcosa sulla storia del quartiere “Borgo degli Ortolani” e ho scoperto che tanto è già stato scritto e documentato.
Ma… conosciamo veramente il nostro “Borgo”?
Cercherò di essere breve e di farvi appassionare alle antiche storie della zona Sarpi-Canonica-Bramante-Baiamonti-piazzale Biancamano e, nello specifico, soprattutto, del blocco Sarpi/Niccolini/Bramante che ci riguarda ampiamente.
Questo articolo e il lavoro di ricerca fin qui svolto non sono che un punto di partenza per raccogliere altre informazioni e aneddoti sulla zona.
Chiedo, quindi, l’aiuto di tutti per ampliare o correggere dati inesatti.
Per comodità, chi avesse voglia di leggere qualcosa in più, inserisco qui di seguito qualche link utile:
- https://issuu.com/associazioneclessidra/docs/borgo_degli_ortolani
- www.storiadimilano.it/citta/Porta_Comasina
- https://blog.urbanfile.org/2015/02/01/zona-borgo-degli-ortolani-la-chiesa-della-santissima-trinita-demolita-per-il-progresso/
- https://www.stagniweb.it
- https://vecchiamilano.wordpress.com/category/porta-volta/
- https:vecchiamilano.wordpress.com/2010/11/25/il-borgo-degli-ortolani/
- www.wikiwand.com/it/idrografia_di_Milano
- https://it.m.wikipedia.org/wiki/idrografia_di_Milano
- http://www.chiesabattistadimilano.it/
- www.vivisarpi.it
- Un interessante libro da leggere è: https://archive.org/details/digitami_MIL0388089
- “I canali nella città di Milano, considerazioni e proposte di Emilio Bignami 1868”;
- Milano sotterranea di Ippolito Edmondo Ferrario e Gianluca Padoan, 2013;
- Alcune notizie sono state estrapolate dal giornale “il filo” della parrocchia SS.
- Trinità a cura di Sergio Gobbi;
- Consiglio, inoltre, di leggere un bellissimo libro comodamente seduti in biblioteca (Sormani) perché solo lì lo si può trovare ed è anche corredato di numerosissime foto: “dal borgo degli ortolani a porta volta” di Tullo Montanari (artista multidisciplinare dalla letteratura all’arte pittorica/visiva e anche studioso del dialetto milanese).
Borgo degli Ortolani
Il Borgo “delli hortolani” degli Ortolani, anticamente nasce lungo tutta l’attuale via Luigi Canonica ed è situato al di fuori delle mura spagnole, in parte distrutte dai bombardamenti dell’ultima guerra e in moltissima parte per far spazio ai piani urbanistici dal dopoguerra ad oggi. In alcuni casi possiamo ancora scorgerle a fianco di nuove costruzioni (una piccolissima parte è visibile di fianco alla Fondazione Feltrinelli di via Pasubio).
Pianta 1841 www.stagniweb.it (coll. Riccardo Lo Faro)
S.Ambrogio ad Nemus e SS. Trinità
Un’appassionante e lunga travagliata storia accomuna sia la chiesa della S.S. Trinità 1075/1250 d.c. (via Giannone 9) che il convento di Sant’Ambrogio ad Nemus 400/1350 d.c., (via Peschiera) dedicato al Patrono di Milano che andava lì per meditare e pregare (ad sta per indicare che era fuori le mura e Nemus in mezzo al bosco).
Della prima chiesa, che accoglieva anche un cimitero, completamente distrutta nel 1968, per un assurdo piano regolatore urbanistico, rimane solo la magnifica Torre Campanaria medioevale visitabile all’interno del cortile di via Giannone 9.
Avevo notizie di due colonne di cotto facenti parte dell’antica Chiesa ma non ne ho trovata traccia alcuna.
Il convento invece esiste ancora ed è visitabile in via Peschiera 6, ma ha subìto, nel corso degli anni, molte modificazioni (consiglio di vedere il chiostro trecentesco).
I frati del convento di Sant’Ambrogio ad Nemus, dediti anche al lavoro dei campi, grazie alla loro privilegiata posizione e di un’ampia terra boschiva, raccolsero attorno a loro una piccola comunità per essere aiutati nella lavorazione della terra e insegnare loro i segreti delle coltivazioni.
Qui si coltivavano verdura, frutta e ortaggi, ma la più importante delle produzioni fu la cipolla, è proprio dalla vocazione agricola che ne deriva il nome, inizialmente “el borg de scigulatt (cipolla)” successivamente “Borgo degli Ortolani”.
L’area agricola, molto vasta, si riempì poco per volta di cascine e successivamente anche di mulini alimentati da una fittissima rete idrica composta da torrenti, rogge e fontanili. Si estendeva da piazzale Biancamano/Lega Lombarda (ex Porta Tenaglia) alla via Canonica (ex strada postale per Varese, ex via Borgo degli Ortolani), alla via Paolo Sarpi (ex via Lomazze), alla via Bramante (ex strada per Bovisa e Novate) sino a piazzale Baiamonti (ex piazza Garibaldi e poi ex Porta Volta) e viale Montello (ex viale Circonvallazione);
Cappelletta di via Paolo Lomazzo
La Cappelletta faceva parte del cimitero chiamato “il Foppone (grossa fossa/scarpata) del contagio alle cascine Lomazze”. Costruito e voluto dal Prevosto della chiesa della SS.Trinità era circondato da un ampio terreno e nasceva per un’urgenza particolare, raccogliere e seppellire i morti di peste (1567) che, per diversi anni, aveva afflitto la città di Milano.
Del grande cimitero, è rimasto solo la Cappelletta che si trova in via Paolo Lomazzo 12, (non si conosce con esattezza la data di costruzione) e il cancello è stato sostituito (visibile nella foto degli anni 1950).
Nomi delle antiche vie e dei corsi d’acqua
- Strada Lomazze diventa via Paolo Sarpi ufficialmente dal 1883;
- vicolo Paolo Sarpi ora è via Arnolfo di Cambio;
- La strada che dalla Chiesa della SS.Trinità portava al convento di Sant’Ambrogio ad Nemus doveva essere forse o l’attuale via Balestrieri o la via Alfieri, dalle ricerche effettuate le voci sono contrastanti;
- via Seveso/e diventa Strada Comunale per Bovisa e Novate, che inglobava anche la vasta area cimiteriale della chiesa della S.S. Trinità, attualmente è la via Bramante;
- vicolo Bramante è l’attuale via Fioravanti;
- Strada Ravana o Rovana è l’attuale via Aleardo Aleardi;
- Strada Lomazzette si identifica nell’attuale via Paolo Lomazzo che continua con via Morazzone;
- Strada della Peschiera di Sant’Ambrogio ad Nemus è l’attuale via Peschiera;
- via per Varese o via Borgo degli Ortolani è l’attuale via Canonica;
- Porta Volta è l’attuale Piazzale Baiamonti;
- Strada di Circonvallazione diventa viale di Porta Garibaldi (comprendeva anche viale Pasubio), successivamente verrà chiamata viale di Porta Volta, e dopo il 1918 si chiamerà in modo definitivo viale Montello;
- Porta Tenaglia è l’attuale Piazzale Biancamano/Piazza Lega Lombarda, era l’unica Porta delle Mura Spagnole di accesso dal Borgo degli Ortolani al centro di Milano, distrutta nel 1571;
- foto 3b
- viale di Porta Tenaglia è l’attuale viale Elvezia;
- via Niccolini era l’antica Roggia dei Mulini, canale che, forse, era alimentato anche dal torrente Marianella o Nirone;
- via Braccio da Montone, viene chiamata tutt’ora, dalle persone che hanno vissuto l’ultima guerra, Stretta o Strezza dei Morti e, nel dialetto milanese “Strèccia d’i morti” perché anticamente era la strada dove venivano trasportati i morti di peste dalla chiesa della SS.Trinità al Foppone del contagio e viceversa; è stata ricoperta del tutto perché c’era la Roggia Rigosella;
(vedi anche mappa 42 – www.stagniweb.it Mi 1906) foto 4
- Dei vari corsi d’acqua che rendevano ricca tutta la zona del Borgo degli Ortolani non rimane nulla, a causa dello sviluppo edilizio, e conseguentemente molti corsi d’acqua sono stati interrati.
Vorrei precisare che dal torrente Nirone/Sevese e dai Fontanili (acque sorgive) sono originate le rogge (canali artificiali) che alimentavano soprattutto i campi ma rifornivano anche i mulini, le cascine e tanto altro (www.wikiwand.com/it/idrografia_di_Milano).
Dai dati raccolti elenco alcuni corsi d’acqua anticamente presenti in questa zona:
- Roggia Castello scorreva lungo le mura spagnole nell’attuale via Pasubio, viale Montello e riforniva d’acqua l’Anfiteatro (Arena);
- Marianella o roggia dei Mulini proveniente da Villa Simonetta percorreva via Niccolini;
- Rigosella (via Braccio da Montone) riforniva e girava intorno all’Anfiteatro;
- Fontanile Peschiera portava acqua alla Villa Simonetta e scorreva verso il borgo degli Ortolani e lambiva la chiesa di S.Ambrogio ad Nemus;
- Fontanile di S.Rocco, si evidenzia, dalla mappa del 1888 di Alligatore, che il fontanile costeggiava il Cimitero Monumentale sul lato ovest, percorreva tutta via Bramante per poi ricongiungersi con la roggia Castello che riforniva, anch’esso, l’Arena.
- (Milano sotterranea di Ippolito Edmondo Ferrario e Gianluca Padoan, 2013)
vedi anche mappa completa 39 – Alligatore 1888 www.stagniweb.it 4 a
Cascine
Delle cascine presenti nell’antico “Borgo degli Ortolani” nessuna è rimasta in piedi, purtroppo distrutte per l’apertura di nuove vie e per il nuovo piano d’incremento edilizio.
Talvolta le strade prendevano il nome della cascina presente sul luogo.
Ca’ Maggiolina o Bonavia era situata tra via Paolo Sarpi 14 – 16 – 18 (antica via Lomazze) e via Bramante 33 (strada per Bovisa e Novate);
Ca’ Rossa si trovava in via Paolo Sarpi (antica via Lomazze) più o meno a metà tra via Niccolini e via Aleardo Aleardi (vedi mappa di Brenna del 1860 n.29 b e la bellissima mappa n.37 del 1883 Stagniweb-collezione Sonzogno);
Ca’ di Micch si trovava nella parte alta di via Paolo Sarpi verso piazza Gramsci;
Ca’ Ravana o Rovana era in via Aleardo Aleardi ;
Ca’ Casati dove ora c’è la fabbrica del vapore;
Ca’ Zaffarona era collocata in fondo alla via Bramante (antica via per Novate) dove si era insediata la futura S.A.O. (tramways), e poi la Edison di via Bramante 42;
° vedi anche mappe 37/38 5 + 5a
Ca’ Lomazze presente nell’attuale via Lomazzo (forse era il futuro Mulino Mosca?) non sono riuscita a trovare conferme dell’esatta ubicazione;
Ca’ Bullona (dalle ricerche effettuate risulta che qui c’era una risaia) è a metà della via Piero della Francesca (antica stazione Bullona) e qui vicino c’era il limite del parco degli Sforza dato dal “ponte dell’archetto”;
Ca’ Colombirolo dove ora c’è la caserma dei Vigili del Fuoco in via Messina;
Ca’ Graffigna o Graffignana, si trovava più o meno tra la cascina Bullona e la cascina Colombirolo vicino via Cenisio (Tullo Montanari, nel suo libro, la colloca in via Procaccini angolo via Paolo Lomazzo);
Mulini
Si sono perse le tracce e non si trovano notizie dei tanti mulini che si alimentavano grazie alle rogge presenti nel Borgo degli Ortolani.
L’unico mulino rimasto “Motta Gaetano & company” (1886/87) funzionante sino agli anni 1976 è stato restaurato e adibito a residenza abitativa dal 1996 e si trova in via Paolo Lomazzo 19 (l’antica via Lomazzette) angolo via Bertini. Foto 6
Con la lenta ma costante espansione della città i campi rigogliosi e gli sprazzi blu dei canali lasciano spazio a case e strade.
Il 1873 – è l’anno in cui questo passaggio viene sancito ufficialmente. Tutto il Borgo degli Ortolani, compresa la via Paolo Sarpi, entra a far parte della città di Milano.
° Vedi anche 35 e 36 Gazzetta Ufficiale 19/6/1873 e Carta Manovra Mi 1878) 7+a b
Quest’area “Borgo degli Ortolani” è visibile, si identifica e si riconosce nelle carte topografiche per la sua forma triangolare (idealmente ricorda la struttura della Sicilia).
° Vedi mappa generale 34 – ° www.stagniweb.it “1865 Brenna” 8
La crescita della città prosegue, anche grazie alla spinta produttiva ed espansionistica data dalla preparazione della prima “Esposizione Internazionale” (Expo) del 1906 a Milano.
L’Acquario Civico di Milano è quello che rimane dell’Esposizione Internazionale.
Per approfondire c’è anche una piacevole “Guida Ufficiale Esposizione Milano 1906” by Bruno Manuel dos Anjos” in https://issuu.com/brunomanuelalbano/docs/guidaufficialein00esposizione_milano .
° Cartolina illustrata (coll. Matteo Cerizza) www.stagniweb.it 9 + a b c
E la città di Milano, poco per volta, perde la sua “fisionomia” urbanistica e moltissimo, anche, delle sue antiche vestigia.
Anfiteatro
Voluto fortemente da Napoleone Bonaparte, per rappresentazioni teatrali, corse di cavalli, naumachìe (combattimenti navali), gare su bighe, pattinaggio invernale e tanto altro, venne costruito nel 1805/1807 dall’architetto svizzero Luigi Canonica.
Per realizzare il nuovo Anfiteatro, di forma ellittica, si utilizzarono parte dei materiali delle fortificazioni medioevali e spagnole demolite dai francesi e anche avanzi del castello di Trezzo sull’Adda. (C’era già allora il concetto di chilometro zero!!!)
Nel 1807 si ebbe il primo spettacolo pubblico con una grande naumachìa, allagando l’Arena con l’acqua delle due rogge Rigosella e Castello.
L’edificio attualmente si chiama Arena Civica “Gianni Brera”.
° naumachia-pattinaggio-Civico Archivio Fotografico, Milano 10+a b c d e f
Caselli daziari in piazza Baiamonti
(Porta Volta)
Con l’approvazione del Piano Regolatore, parte dei Bastioni viene abbattuta per dare maggior prestigio all’ingresso del nuovo Cimitero Monumentale. Vengono così costruiti i Caselli Daziari (1880), su progetto dell’Ing. Beruto, nella piazza che verrà chiamata Porta Volta perché essi si trovavano sul prolungamento dell’attuale via Alessandro Volta (strada costruita più o meno in questo periodo per il nuovo piano regolatore di Beruto).
Originariamente questi caselli erano uniti da una cancellata che segnava il nuovo limite di entrata alla città di Milano, tra il territorio urbano e la campagna, a cui si accedeva pagando un dazio. ° Foto caselli 11+ 11 a b c Guido *b – c*
Cimitero Monumentale
costruito da Carlo Maciachini nel 1866/1897.
Il Cimitero Monumentale, grande oasi di pace, silenzio e tranquillità, è uno straordinario museo all’aperto, ricco di dettagli e particolari artistici interessanti dove anche la scultura e la natura diventano protagonisti.
Prima del 1796, a Milano i morti venivano sepolti al di là delle mura spagnole (Corpi Santi).
Fu Napoleone a richiedere la costruzione di un cimitero che potesse inglobare i tanti e poco salubri cimiteri periferici.
Numerosi furono i progetti presentati e la scelta, all’unanimità, ricadde su quello presentato dall’architetto Carlo Maciachini per due semplici motivi: Economicità dell’opera, dato che il progetto prevedeva di utilizzare materiale edile proveniente dall’ambito lombardo (anche qui chilometro zero!!!!) e Stile perché seguiva, alla lettera, lo stile eclettico romanico con richiami bizantini e gotici, molto in voga a quell’epoca; la sua idea era realizzare un cimitero, oltre che come un luogo di memoria dei defunti, anche e soprattutto come un luogo di passeggio, di spiritualità, di bellezze architettoniche e anche naturalistiche e infatti troviamo cedri, conifere, piante rare ed esotiche, tassi e infine dei meravigliosi filari di tigli; tutte piante indicate dall’architetto in fase di progettazione. Possiamo, quindi, affermare che Carlo Maciachini era un precursore attento del “verde”.
Verrà inaugurato nel 1866 anche se ancora incompleto nelle parti architettoniche e si compone in tre distinte zone: quella centrale ospita le tombe di famiglie e personaggi cattolici, quella di destra, guardando la facciata, è riservata agli israeliti, mentre a sinistra l’area è destinata agli acattolici.
(Vedi anche mappe 40 e 41) ° Mappa 1894 e 1904 12+ a b c d
Fabbriche
La zona del Borgo degli Ortolani era anche ricca di artigiani e di piccole e grandi fabbriche.
- Dove prima c’era la cascina Casati, si insedia la fabbrica della Società Italiana Carminati e Toselli (1899), che produceva materiale rotabile per le ferrovie e realizzava le prime vetture tranviarie dell’ATM, attiva sino al 1936.
L’enorme estensione dell’area comprendeva via Luigi Nono, piazza Coriolano, via Messina e via Procaccini.
Attualmente c’è la “fabbrica del vapore” spazio laboratorio creativo destinato alla cultura giovanile e alle sperimentazioni di nuove forme d’arte in tutti campi.
- Sempre in via Procaccini angolo via Niccolini, c’era la fabbrica Officine Meccaniche di Giuseppe Pozzi, il quale si associa con Carminati e Toselli, suoi dirimpettai. Nella sua officina si fabbricavano bulloni, viti, scambi per armamento ferrovie e tramways e tanto altro.
Oggi, al posto della fabbrica, completamente demolita, hanno costruito un palazzo di abitazioni e negozi (2017).
- In via Bramante 42 c’era la Centrale Elettrica della Edison (1896), ormai da tempo dismessa, su un’area già deposito dei “tramways a cavalli” della SAO (Società Anonima Omnibus, 1861) (dalle ricerche effettuate in quest’area c’era la cascina Zaffarona vedi anche mappe 5 e 5a). Questo grande edificio, interessante dal punto di vista architettonico, dopo un attento recupero, sarà la nuova sede dell’Associazione per il Disegno Industriale (ADI), e ospiterà anche la collezione del Compasso d’oro.
La sede dell’ADI è attualmente in via Bramante 29. ° Bramante 42 – Foto 13 + a
- ex Distilleria Paloschi e Risificio Ravasi in via Bramante 29; i due edifici costruiti verso la fine dell’Ottocento (1890), ben presto vengono assorbiti dal tessuto residenziale e subiscono forti cambiamenti: la distilleria diviene deposito del Monopolio Sali e Tabacchi – e nell’edificio attiguo la precedente attività tipografica viene sostituita da quella alimentare del Risificio. Oggi gli edifici sono adibiti a residenze ma, purtroppo, recenti interventi ne hanno ostruito in parte la visibilità nel loro insieme. 15 Sarpi/Bramante – foto 14+ a b c d
- Stabilimento Alfieri-Lacroix (casa editrice arti grafiche), del 1909 era in via Mantegna 6 (ora occupata dalla scuola elementare) e qui, durante il periodo della Repubblica Sociale “Salò” (1943/45), venivano stampate anche le banconote;
- Deposito della ATM di via Messina – del 1910/12, ulteriormente ampliato nel
‘27/’29, è attualmente in funzione;
- Ex Saima, su questa area industriale viene realizzato l’Hotel Hermitage e attualmente, Hotel Leonardo;
- Rabarbaro Zucca (1845) di Ettore Zucca, lo stabilimento era in via Farini 4;
- Officine Meccaniche G. Pozzoli (1933) producevano apparecchiature cinematografiche, successivamente, con la guerra, strumenti telegrafici. Lo stabilimento era in via Paolo Sarpi;
- Tapies Elettrodomestici (1946), fabbrica di elettrodomestici, lucidatrici, scope elettriche, lavapavimenti e lucida scarpe. Lo stabilimento era in fondo al secondo cortile di via Paolo Sarpi 10;
- Fonderia d’arte Bosisio (1911) era in viale Montello;
- Nicky Cravatte (1920), via Fioravanti 32 (Gabriele D’Annunzio amava queste cravatte);
- Centenari&Zinelli (1906), produzione di nastri e tessuti elastici era in via Paolo Lomazzo, 52
° mappa www.stagniweb.it – La città che sale 1832-1947 (fabbriche) 15
Edifici
Dalle ricerche effettuate presso l’Archivio Storico Ornato, possiamo risalire alle trasformazioni edilizie, in relazione ai cambiamenti urbanistici in atto, del nostro blocco Sarpi-Bramante (intorno alla fine del 1800), dell’intera area della cerchia al di fuori delle mura spagnole. Le conseguenze di questo progetto di cambiamento urbano portarono alla demolizione delle strutture edilizie preesistenti – e all’abbattimento della cascina Maggiolina, spazio occupato attualmente dai palazzi di via Bramante 33 e via Paolo Sarpi 14 e 16.
Durante le ricerche si è evidenziato che gli edifici venivano costruiti abbastanza velocemente, pur seguendo anche allora un iter burocratico molto preciso, dalle domande di licenza per costruire, al rispetto di precise norme igienico-sanitarie, di controllo edilizio e infine di abitabilità.
via Bramante 33 via Paolo Sarpi 14 via Paolo Sarpi 16 via Paolo Sarpi 18
Anticamente, prima della costruzione degli attuali edifici, qui preesisteva la cascina Maggiolina, nel terreno di proprietà del Signor Giuseppe Botta, che occupava tutta l’area da via Bramante 33 (confinante con la proprietà Piatti) sino agli attuali stabili di via Paolo Sarpi 14, 16 e 18 e che confinavano con altro terreno sempre di proprietà del signor Botta. Autorizzazione 28/2/2019 ore 13.49+8/3 ore 11.44 piantina confini 16
Inserire formula “copyright © Comune di Milano – tutti i diritti di legge riservati – opera riprodotta appartiene all’Archivio Storico Civico Biblioteca Trivulziana ”
L’antica cascina Maggiolina, con annessi, verrà poi acquistata dagli Istituti Ospedalieri di Milano (non si sa con certezza la data d’acquisto ma si presuppone 1903/04).
Nel 1904 presentano domanda di ricostruzione di questa area, che terminerà solamente nel 1907.
Proprietario: Istituti Ospedalieri
Direttore dei lavori: ing. Antonio Bertolaja o Bertolasa
Capomastro: Ottavio Viganò
Inizio lavori: 1904
Fine lavori: 1907
Inserire formula “copyright © Comune di Milano – tutti i diritti di legge riservati –
opera riprodotta appartiene all’Archivio Storico Civico Biblioteca Trivulziana ”
33 Bramante 17 + a b c + elenco proprietari guide Savallo 17 d
* Del numero civico 18, che attualmente non esiste più, da controlli incrociati c/o l’Archivio Storico Ornato, si evince che tale numero esisteva. In un volume specifico (guide Savallo) vediamo che nel 1816 esistevano già le numerazioni, forse per la cascina, per esempio il 14 era numerato 829 c, il 16 portava il numero 829 b e il 18 era il numero 829. Nel 1857 cambiano ancora le numerazioni e diventano rispettivamente 144 – 143 e 142. Dal 1878 la numerazione è quella attuale. Sicuramente il civico 18 è stato eliminato successivamente a quella data per aprire una nuova bottega e altri servizi. ° foglio con le numerazioni guide Savallo 17 e f g h i Lm
* Dalle ricerche effettuate presso la Biblioteca Trivulziana (guide Savallo) è emerso che esistevano già attività varie quando era in funzione la cascina, come per esempio, al numero civico 16, nel 1896, esisteva un asilo di Angelica Bontempi, il cinema “Universale” e anche una chiesa Evangelica Battista (1910) (http://www.chiesabattistadimilano.it/); invece al civico 14 una trattoria di Antonio Pogliani.
* Curiosità: Nella Gazzetta Privilegiata di Milano del 1833, volume 2°, si parla di una vendita giudiziale all’asta di oggetti di vetro nella casa di Domenico Bonavia, alla Cascina Maggiolina, forse c’era una fabbrica di vetro come si evidenzia da una mappa di Brenna del 1860.
° vedi mappa Brenna 1860 33 e stralcio foto 18
via Bramante 13
Bellissimo palazzo con due corti e un’ampia entrata con colonne di granito.
Palazzo di proprietà di Antonini Paolo
Direttore dei Lavori: Antonini Paolo
Capomastro: Antonini Paolo
Inizio lavori: settembre 1880
Fine lavori: 30 agosto 1881
Inserire formula “copyright © Comune di Milano –
tutti i diritti di legge riservati – opera riprodotta appartiene 13 Bramante dal 19+a b c d e f g
all’Archivio Storico Civico Biblioteca Trivulziana ” foto cortile interno da h i l
via Paolo Sarpi 7
Palazzo sobrio ed elegante, ha una corte interna con belle colonne di granito.
Palazzo di proprietà del signor Antonio Annoni
Direttore dei Lavori: Ing. Giacomo Santamaria
Capomastro: Pietro Annoni
Edificato nell’aprile 1897
Inserire formula “copyright © Comune di Milano ° 7 Sarpi – 20 + a b c d e f g h i j k l m n
– tutti i diritti di legge riservati – opera riprodotta ° 7 Sarpi – 20 o p q r s t u
appartiene all’Archivio Storico Civico Biblioteca Trivulziana ”
* Dalle ricerche effettuate, sempre c/o la Biblioteca Trivulziana (guide Savallo), risulta che, nel 1914, nell’edificio era presente un Istituto Medico per gli Infortuni;
* Curiosità. Sempre nella stessa via, al civico 8, c’era la guardia medica che serviva una vasta area e anche uno Stabilimento Meccanico per lo spurgo dei pozzi neri di Giovanni Jonghi, che nel 1930 fa richiesta di licenza a fabbricare e allargare un suo edificio.
via Paolo Sarpi 20
Il signor Giuseppe Botta risulta essere proprietario anche dei terreni dove sono stati edificati i palazzi di via Paolo Sarpi 20 e 22.
- Dagli atti, presso l’Ufficio Provinciale di Milano – Territorio – Servizio di pubblicità immobiliare di Milano 1 – Registro generale 72109 – Registro Particolare 50029 – pagina 19, ho trovato una nota sulla PROVENIENZA di tali unità da parte della “Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico” e che semplifico:
- – C’era un testamento del 1899 di cui però non si è trovato traccia. Con tale testamento il signor Giuseppe Botta fu Carlo attribuiva il complesso immobiliare in oggetto all’Ospedale Maggiore di Milano.
- – C’è invece un atto del 20 dicembre 1895 ricevuto dalla Pretura di Milano, secondo il quale l’Ospedale Maggiore di Milano, accettava con beneficio d’inventario l’eredità del signor Giuseppe Botta fu Carlo.
- Successivamente, nel 1898, il nipote del signor Giuseppe Botta fu Carlo fa richiesta all’Ospedale Maggiore di Milano di somministrargli una camera d’alloggio vita natural durante come da testamento segreto pubblicato in data 6 ottobre 1895. Vedasi Documento integrale 44a-b-c
Per quanto riguarda, il civico 20, da una attenta analisi e studio delle mappe dei navigli, possiamo affermare, con relativa certezza, che l’edificio sia stato costruito sopra l’antica Roggia Rigosella, 21 + a o altre da scannerizzare?? Guido !!
(vedi ingrandimento della pianta) che percorreva l’attuale via Braccio da Montone e che, sicuramente, riforniva d’acqua una cascina preesistente in tale sito, di cui non si è trovato alcun dato storico. Possiamo quindi solo rilevare, dall’osservazione di alcune mappe, l’esistenza di un edificio agricolo.
Stagniweb Alligatore/Bertarelli e Sacchi 1906 stralcio roggia 21b + c -Vedi mappa 42
Proprietario: Giuseppe Botta
Direttore dei lavori: Ing. Cipriano Borioli
Capomastro: Giovanni Rosa
Inizio lavori: 25 gennaio 1887
Fine lavori: 22 novembre 1887
Inserire formula “copyright © Comune di Milano – tutti i diritti di legge riservati – opera riprodotta appartiene all’Archivio Storico Civico Biblioteca Trivulziana” 20 Sarpi 21 d e f g h i j k l m n
via Paolo Sarpi 22
Subito dopo la fine dei lavori al civico 20, dopo l’approvazione del progetto, inizia la costruzione di un nuovo edificio accorpato al civico di cui sopra.
Anche in questa nuova avventura edilizia, i tempi di presentazione del progetto, approvazione dello stesso e costruzione sono brevissimi – perché, come si rileva dai documenti storici, i lavori iniziano il 21 dicembre 1887 e terminano il 29 settembre 1888.
Proprietario: Giuseppe Botta
Progettista: Ing. Cipriano Borioli
Capomastro: Ottavio Viganò
Inizio lavori: 21 dicembre 1887
Fine lavori: 29 settembre 1888
Inserire formula “copyright © Comune di Milano – tutti i diritti di legge riservati – opera riprodotta appartiene all’Archivio Storico Civico Biblioteca Trivulziana ” 22 Sarpi – 22 + da a / m veduta d’insieme dei civici 22 e 20 anni 50 22 n
* In questo edificio c’era una fabbrica di bullonerie/minuterie del signor Giani; i suoi laboratori occupavano tutti i negozi su via Niccolini e all’interno i locali proseguivano sino al civico 20 e anche una parte del civico 16.
*Nel 1914 c’era anche il dispensario medicinali del Pio Istituto di S.Corona.
* In piazzale Baiamonti, al civico 3, c’è un edificio particolare del 1878, la facciata è costellata da 51 medaglioni (realizzati dallo scultore Buzzi) inseriti sopra le finestre e raffiguranti volti di personaggi più o meno illustri nel campo della musica, della letteratura e delle scienze. Per questa caratteristica è stata battezzata Ca’ di Facc (Casa delle Facce) . 23 + a
* In via Bramante 39 c’è un bellissimo palazzo del 1860 con fantasiose decorazioni in cotto dello scultore Airaghi. 24 + a b
L’antico Borgo degli Ortolani, ricchissimo di negozi di tutti i generi anche ricercati, botteghe artigianali e fabbriche sino agli anni del 1990, ha perduto la sua peculiarità nel giro di una decina di anni trasformandosi in un quartiere tipicamente commerciale con la presenza di moltissimi negozi cinesi. Tutt’ora la via è in continua evoluzione, ed è diventata famosa per lo street food , e per la presenza di ottimi ristorantini, per la maggior parte cinesi.
Antiche attività in via Paolo Sarpi, per la maggior parte ancora presenti, in ordine cronologico per data, sono i seguenti:
1882 – Antico Circolo Volta, via Giusti 16 fu ricostruito nel 1951 dopo il Bombardamento del ‘43 e tra il 1915 e il 1919 i locali vennero adibiti come centro di assistenza e fu anche sede della Croce Rossa Americana per accogliere i profughi delle terre invase dagli austriaci;
1888 – Farmacia della salute (si chiamava Farmacia Popolare?), al civico 46, si è poi trasferita in via Paolo Sarpi 53;
1889 – Berni panetteria pasticceria, via Paolo Sarpi 48;
1896 – Istituto Madri Canossiane, via Bramante 5 (chiuso definitivamente nel 2006);
1896 – Cantine Isola, via Paolo Sarpi 30, l’arredamento è stato cambiato verso gli anni ’50;
1906 – Farmacia Piana, via Paolo Sarpi 14 (ora si è trasferito al civico 25);
1908 – Coltellerie e Profumerie Lorenzi, via Paolo Sarpi 62; foto 24 c
1914 – Cappelleria Melegari, via Paolo Sarpi 19 negozio aperto proprio un anno dopo la costruzione del palazzo;
1915 – Ottica Giudici, via Paolo Sarpi 15; foto 24 d 1922 – Colorificio, via Paolo Sarpi 19;
1923 – Pizzeria da Giuliano, presente dal 1969, via Paolo Sarpi 60 (originariamente
c’era una latteria dedita anche alla vendita di focaccine e pizza);
1926 – Coltellerie Rivola, piazza Morselli 3, in origine era un piccolo negozio di arrotino “el muleta”, dedicato all’affilatura di tutti i tipi di utensili da taglio;
1927 – Ottico Scaccabarozzi, da sempre allo stesso civico 63;
1931 – Macelleria Sirtori, anch’esso da sempre al civico 27;
1934 – L’ortolano D’Ambrosio, via Paolo Sarpi angolo via Messina 1 (ora non c’è più);
1936 – Orologeria gioielleria Rossi, via Paolo Sarpi 62;
1937 – Parrucchiere per uomo, via Paolo Sarpi 63;
1938 – Magazzini Vittoria di Franco Marini, via Paolo Sarpi 3;
1938 – Gioielleria Mantellato, via Paolo Sarpi 11;
1939 – La baita del formaggio, prima era al civico 31, (ora si trova al civico 46);
1944 – Foto Radio Marelli, via Procaccini 54;
1948 – Articoli Ortopedici, via Paolo Sarpi 19 (l’arredamento è ancora degli anni ‘50.
Prima di questa attività c’era un ciabattino che riparava e realizzava scarpe);
1952 – Erboristeria Novetti, via Paolo Sarpi 63;
1958 – Torrefazione, via Paolo Sarpi 6 (prima faceva parte del bar del cinema Aurora 1899 che ha chiuso i battenti verso il 2003; sempre nella stessa via, al civico 52 di fronte alla via Albertini, c’era un altro Cinema Teatro Augusteo 1926 (qui debuttò Anna Magnani) chiuso definitivamente nel 1986 ; foto 24 e
1958 – Tabaccheria Santambrogio, via Paolo Sarpi 27;
1958 – Sala del cane, via Niccolini 2;
1963 – Oriente Store-Wang San, via Paolo Sarpi 15 (prima c’era un panificio);
1965 – Gianni Italia, via Messina 2 angolo via Paolo Sarpi (ora si trova al civico 53);
1968 – Chiosco di Mimì, piazzale Baiamonti – vendita di funghi, tartufi, frutta e varie prelibatezze e ora ospita anche un food gourmet.
* Poi, per chi volesse tuffarsi in un giro spirituale o in una sana passeggiata culturale, suggerisco anche una visita alle Madonnine votive, collocate all’interno dei palazzi.
Qui di seguito l’elenco, ormai ridotto a causa di varie ristrutturazioni:
via Paolo Sarpi 12, 14, 16; via Bramante 13, 33; viale Montello 4; via Messina 16, 20; via Lomazzo 17; via Giusti 14; via Canonica 39; via Rosmini 7; foto madonnina 25
(Notizie prese dal giornale SS.Trinità (le Madonnine vedi “Filo” 4 aprile 2010)
Testimonianze e Curiosità
Il lavoro di ricerca sul quartiere è stato impreziosito da alcune interviste ad abitanti storici del quartiere, che mi hanno permesso di raccogliere notizie e aneddoti altrimenti sconosciuti.
Qui di seguito ho raccolto le storie più curiose venute alla luce da questi incontri, da alcune fonti scritte e anche da miei ricordi personali.
** Il signor Anzani, proprietario di un negozio storico in via Paolo Sarpi, si presenta come un bel personaggio alto, portamento diritto, austero, con una flemma inglese direi quasi ottocentesca e con un bellissimo sorriso.
E’ stato un tuffo nel passato, quasi come essere al cinema, rivivere il suo periodo pieno di grandi difficoltà dovute alla guerra, alla scarsità di viveri, ma anche di bei ricordi.
Racconta che, nel palazzo di via Paolo Sarpi 15, proprio all’angolo con via Bramante vi era posta, in alto, una sirena che avvertiva tutti del pericolo incombente invitando la popolazione a cercare rifugio.
E a questo proposito ricorda come, durante il bombardamento del 1943 alcune bombe avevano completamente sventrato dei palazzi, moltissime persone si sono potute salvare grazie alla possibilità di fuggire attraverso le cantine che, una volta, erano comunicanti tra loro.
° Vedi mappa Milano bombardata nel 1943 43 – foto 25 a + 25 b
Ricorda anche l’importanza rivestita sia dall’Istituto Artigianelli (Tipografia) dove si stampava l’Osservatore Cattolico, sia della casa editrice Àncora, fondata dai Padri Pavoniani, in via Niccolini. L’edificio “Istituto Artigianelli”, sito in via Alfieri 4, venne poi distrutto dai bombardamenti del’43.
Ha raccontato anche della diversità dei colori dei tram a seconda se erano urbani o extraurbani e che in via Paolo Sarpi passavano i tram in tutti e due i sensi. ° Foto Sarpi con tram 26
** La signora Adele, presente in via Paolo Sarpi da 52 anni, mi riceve con un sorriso dolcissimo e con degli occhi di una trasparenza che comunicano serenità e gioia di vivere. Mi racconta che la via era ricchissima di botteghe di ogni genere, dal droghiere alla latteria, dalla macelleria al fruttivendolo, dai negozi di abbigliamento a quelli di argenterie ed erano anche negozi ricercati per la qualità delle loro merci.
Ricorda anche che i negozi, allora, osservavano la distanza merceologica tra loro, obbligatoria per legge.
** L’incontro con il signor Giuseppe Maggi è stato divertente e gioioso. E’ un signore che aveva un’attività di pasticceria – chiusa definitivamente nel 1980 – proprio in via Paolo Sarpi angolo via Rosmini, tramandata dai genitori e famosissima perché avevano ordinazioni eccellenti, persino dalla Santa Sede. Nel 1950 quando c’era il Papa Pacelli, Paolo XII, per l’Anno Santo ordinarono alla pasticceria una torta che raffigurava la Basilica di San Pietro, di cioccolato e zucchero. Racconta ancora che ebbero un’ordinazione nel 1921 dalla Rinascente per la nuova inaugurazione, dopo il vasto incendio che l’aveva colpita, e in questa occasione presentarono una torta classica che riproduceva nei minimi particolari l’attuale Arena civica.
Ricorda anche un altro piccolo curioso episodio: in via Fioravanti c’era una fabbrica di acque gasate. la cui merce veniva consegnata con un carro trainato da una cavalla, la quale, quando rimaneva sola perché il conducente consegnava la merce, se parcheggiata malamente, al suono della campanella del tram che transitava in via Paolo Sarpi, si spostava da sola per fargli continuare la corsa, faceva il giro e ritornava nella stessa posizione dove il conducente l’aveva lasciata.
Mi dice, anche, che il primo laboratorio di pasticceria di Alemagna (1919) era nato qui, proprio in via Paolo Sarpi più o meno al civico 11.
Come non dimenticare che c’era anche la concessionaria della Fiat in via Paolo Lomazzo angolo via Paolo Sarpi! E anche il bar gestito dal famoso calciatore dell’Inter “Nacka” sempre qui in questa bellissima via al 26 di via Paolo Sarpi!!!
E’ pieno di ricordi e curiosità ancora da raccontare e mi mostra, infine, anche dei bellissimi quadri realizzati da suo fratello Giampietro Maggi, valente pittore quotato, che ha rappresentato in modo veritiero varie zone del nostro Borgo degli Ortolani.
Qui di seguito inserisco una foto del quadro che rappresenta un angolo della via Canonica con i binari all’altezza di Piazza Morselli. Foto 27
** Angelina, dolce signora ultranovantenne di origine ferrarese e milanese di adozione, ormai da 65 anni residente in via Paolo Sarpi, è ancora attivissima e piena di energie ed è anche un’artista eccellente e creativa nella preparazione del presepe che, regolarmente e tutt’ora nel periodo natalizio, realizza occupando un grande angolo di una stanza del suo appartamento.
Un presepe laboriosissimo… vivace, variopinto, pieno di montagne, colline e ruscelli. Ovviamente sono presenti pastori, animali, vari laboratori artigianali e infine la grotta del bambin Gesù.
Si rimane incantati di fronte a tale bellezza piena di amore, creatività e armonia estetica.
Nonostante la sua vita sia stata molto laboriosa e faticosa, non ha intaccato minimamente la grinta e la sua voglia di vivere. Ricorda con molto piacere il suo dedicarsi anche ai vari concorsi che venivano organizzati dai commercianti di via Paolo Sarpi per il più bel balcone fiorito…
Recentemente è stata vista presso un’aiuola adottata dal Comitato Ca’ Sarpi di cui fa parte e, nonostante la sua bella età, con molta energia e tenacia ha partecipato e aiutato a vangare per mettere a dimora alcune piante portate da Lei.
** Dalle ricerche effettuate, sembrerebbe che il primo edificio costruito, in un’area ancora agricola, sia nato nell’area denominata “Isola Vogogna”, ora civico 8, ed è stato realizzato nel 1857.
** In via Paolo Sarpi 54 c’era una volta un’osteria chiamata “al pontisel” perché ci si poteva accedere solamente da un ponte. Il fossato sottostante alimentava il Mulino Mosca.
** Sempre su via Paolo Sarpi angolo via Aleardo Aleardi c’era l’“Osteria Stella” famosa perché è stato girato parte del film “Miracolo a Milano” di Vittorio De Sica del 1951.
** In via Canonica 27, in un edificio del 600/700, c’era fin dal 1896 l’osteria di Bianchi Giuseppe. Successivamente è subentrata la trattoria Pupurry (1946), rilevata da Antonio Primiceri (Pupurry deve essere pronunziata all’italiana, senza accento finale, su espressa indicazione del proprietario). Ci andavo spesso, intorno agli anni del 1974/80 – e lì ho imparato ad apprezzare un nuovo modo di mangiare. Preparavano dei piatti sui generis, dagli “spaghetti al cacao”, alle fritture (fritole) di fiori, foglie e frutta, al risotto con le fragole e, dulcis in fundo, il caffè al pepe! Davanti a quei piatti sfiziosi, accattivanti e di ottima qualità, Iris, la bravissima cuoca sperimentatrice, veniva immancabilmente perdonata per i suoi modi bruschi.
All’interno c’era un giardino con una grande vigna e il cui vino pregiato veniva servito in una splendida bottiglietta conica blu. Anche Gualtiero Marchesi era affascinato dalla cucina di Iris e per vari mesi l’ha frequentata per carpirne i suoi segreti.
Ora si sono trasferiti in via Bertini 25 presso una vecchia fabbrica di interruttori di ceramica Foto 28 + a b c d e f
** Dalla ricerche effettuate è emerso un dato curioso:
controllando lo stradario delle guide Savallo del 1896 si nota che le numerazioni civiche della via Paolo Sarpi sono sul lato dei numeri pari, già dal 1816, e sono presenti solo i civici 14, 16, 18, 30, 50 e 60. I numeri dispari compaiono invece dal 1878 tranne per i civici 53, 55 e 61 che erano già presenti nel 1816 ma con numerazioni diverse. ° guide Savallo 29 + a
Quindi, se usiamo la fantasia e chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere in quel tempo, camminando verso la futura piazza Baiamonti, vediamo un lungo rettilineo pietroso, sabbioso e pieno di polvere alzata dai carrettini che portano la merce, sulla destra la campagna piena di orti bagnati dal corso d’acqua presente e a sinistra le cascine.
E infatti, guardando attentamente la mappa di Brenna del 1860, si nota che nella via Paolo Sarpi era presente a destra un corso d’acqua, che partiva da piazza Gramsci sino all’incrocio con via Bramante e a sinistra le cascine.
Vedi mappa generale 33 – ° www.stagniweb.it “1860 Brenna” stralcio 29 b
** Dalle ricerche effettuate, sempre c/o la Biblioteca Trivulziana (guide Savallo), risulta che – nel 1880 – in via Bramante 7, c’era lo studio del Medico Chirurgo condotto dott. Aristide Moroni frequentato solo da pazienti provenienti da precise zone stabilite dal Comune.
** Tullo Montanari nel suo libro “del borgo degli ortolani a porta volta” racconta che all’interno degli edifici di viale Montello, quelli adiacenti l’Arena, era presente e scorreva la roggia Castello che serviva anche da lavatoio per gli abitanti. ° Mappa29c
E che i ragazzi si divertivano a fare il bagno d’estate bloccando un punto particolare della roggia con assicelle di legno, per far si che il livello dell’acqua aumentasse e poter finalmente nuotare ma… il divertimento durava poco, perché venivano prontamente redarguiti dall’incaricato ufficiale dell’Arena.
** Qui di seguito qualche foto di vedute e personaggi sino agli anni del 1980 nella zona del “borgo degli ortolani”. Foto 30 + a b c d e f g
Alcune foto di elementi ornamentali dell’epoca ancora presenti negli edifici di cui sopra: 31 a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v
Per conoscere e approfondire la nostra “storia” milanese (borgo degli ortolani) aggiungo, qui di seguito e a completamento, tutte le mappe generali verso le quali ho fatto riferimento durante la stesura di questo piccolo lavoro:
32 mappa numerica straordinaria del 1856 di G. Pezze www.stagniweb.it che mostra le numerazioni civiche della città in tondo cioè circolari.
33 Milano, 1860 di G.Brenna, Vallardi – www.stagniweb.it .
34 bellissima mappa di Milano, 1865 di G.Brenna www.stagniweb.it .
35 Gazzetta ufficiale del 1873 .
36 Carta manovra dei dintorni di Milano, 1878 www.stagniweb.it .
37 Mappa di Milano, 1883 – collezione M. Sonzogno – www.stagniweb.it
38 Mappa di Milano, 1884 di Beruto, tav.2 Bertarelli, l’opera riprodotta appartiene all’Archivio Storico Civico Biblioteca Trivulziana; copyright © Comune di Milano – tutti i diritti di legge riservati;
39 Idrografia della città di Milano “Alligatore 1888” www.stagniweb.it
40 Mappa di Milano, 1894 – collezione R. Lo Faro – www.stagniweb.it . 41 Mappa di Milano, 1904 ed. Sacchi, coll. M. Sonzogno www.stagniweb.it
42 Mappa Milano, 1906 -Sacchi/Bertarelli- “La città che sale” www.stagniweb.it
43 Mappa Milano bombardata nel 1943
44 Documento Agenzia Entrate – Ufficio Provinciale di Milano – Registro generale 72109 – Registro Particolare 50029
Alcune fotografie sono di proprietà esclusiva di questo sito.
Ringraziamenti
- Archivio Storico Ornato, per aver autorizzato la pubblicazione dei progetti.
copyright © Comune di Milano – tutti i diritti di legge riservati;
opera riprodotta appartiene all’Archivio Storico Civico Biblioteca Trivulziana .
In primis, vorrei ringraziare la signora Gariboldi, archivista/bibliotecaria presso l’Archivio Storico Ornato, per la sua squisita gentilezza unita alla grande professionalità, competenza e passione che – raramente troviamo negli uffici pubblici.
Il tempo a disposizione per la consultazione in questo archivio è dalle 9 alle 12
ma la signora Gariboldi non si tira indietro allo scadere del tempo… è sempre lì… prodiga di consigli senza mettere l’interlocutore a disagio… dote assai rara!
- Giorgio Stagni – www.Stagniweb.it – per avere autorizzato la pubblicazione delle mappe. E’ un sito fatto molto bene e ricchissimo di mappe e tanto altro. L’autore di questo sito è persona veramente squisita e di grande professionalità.
- Civico Archivio Fotografico, Milano – www.archiviofotografico.milanocastello.it – per avere autorizzato la pubblicazione di foto e anche qui grande professionalità e umanità;
- Roberto Arsuffi (Skimino-Skyscrapercity) per l’autorizzazione a pubblicare alcune foto.
- Biblioteca Sormani per la consultazione dei testi.
- Biblioteca Trivulziana per la consultazione dei testi.
- Signor Anzani per la sua testimonianza e i suoi racconti di vita vissuta nel quartiere fin dai primi anni del’900.
- Un ringraziamento particolare è per la figlia di Tullo Montanari, che mi ha gentilmente prestato il libro scritto da lui “dal borgo degli ortolani a porta volta” (1983) e, anche se ero già alla fine delle ricerche, l’ho letto con vero piacere perché ricco di informazioni dettagliate e allo stesso tempo appassionante.
Alcune foto, qui presenti, sono di Giò Ferri e sono state gentilmente fornite dagli eredi di Tullo Montanari.
- Adele Gerosa per la sua testimonianza e i suoi racconti di vita vissuta nel quartiere dal ‘67.
- Dott. Bianchessi, grazie alla sua testimonianza ho potuto verificare l’esattezza di alcuni dati.
- Signor Giuseppe Maggi, grazie alla sua testimonianza ho arricchito questa piccola ricerca con nuovi aneddoti.
- Circolo Volta, per avermi ospitata e autorizzata alla pubblicazione di foto.
- Angelina Caporali Dazio, grazie alla sua testimonianza ho arricchito ulteriormente la ricerca con nuovi particolari di vita vissuta nel quartiere.









