Perché #VOLEREABITARE
I rapidi cambiamenti che caratterizzano questo tempo, vedono noi inquilini, attori preoccupati, talvolta spaventati, di una rappresentazione tragicomica già replicata nelle più belle metropoli del mondo.
Da Ca’ Sarpi vorremmo lanciare un tema su cui riflettere e intorno al quale immaginare eventuali o possibili scenari. Il tema oggi potrebbe essere un hashtag, cancelletto intorno al quale aggregare numerosi e diversi sostantivi che dalla necessità dell’abitare vadano verso il piacere di farlo: il volere abitare che appartiene a tutti. Quali possono essere i luoghi o i modi dell’abitare in una città che cambia e offre spazi sempre più ristretti al tessuto di quartiere, vero motore di vita civica?
Abbiamo pensato perciò di utilizzare un hashtag per coinvolgere tutti coloro interessati alla tematica dell’abitare urbano e di volerlo fare nonostante tutto: #volereabitare.
Gentrificazione
Il processo di gentrificazione ha diverse accezioni sulla quali é possibile approfondire. Il punto fondamentale è resistere alla gentrificazione per partecipare al cambiamento in modo evolutivo, senza essere semplicemente parte passiva.
Ci sono diversi motivi per cui resistere alla gentrificazione, il primo dei quali è che spesso gentrificazione è sinonimo di speculazione. Resistere alla speculazione diventa dunque un dovere civico. La trasformazione dei luoghi spesso prescinde dagli abitanti che finiscono per essere solo merce di scambio.
La dispersione delle popolazioni storiche avviene spesso col nulla. La retorica della dispersione allontana l’uomo dall’uomo distruggendo il tessuto civico in nome di piani urbanistici non meglio definiti. La retorica della gentrificazione si nasconde a volte dietro nomi facilmente acquisibili come “social housing”, una buona forma di storytelling ma una pessima forma di abitare.