Housing sociale autogestito

Progetto Ca’ Sarpi

Chi Siamo2018-12-17T12:21:58+00:00

Chi siamo

Si è formato il Comitato Ca’ Sarpi Inquilini Policlinico Milano, per rappresentare il gruppo di storici abitanti delle case di proprietà dell’Ospedale Maggiore, denominato blocco Sarpi: la metà di un intero isolato affacciato sulle via Bramante-Sarpi-Niccolini (inclusi quelli rappresentati in foto ovvero via Bramante 13 e via Paolo Sarpi 7). In questi stabili, dei circa 250 alloggi ne restano abitati 80 da altrettanti nuclei famigliari, alcuni dei quali ivi residenti da più di 50 anni.

Queste case sono parte dello storico patrimonio immobiliare della Ca’ Granda, costituito da lasciti e donazioni filantropiche, destinate al finanziamento delle attività dell’ospedale e da sempre date in locazione a canone calmierato, con una percentuale destinata all’assegnazione per edilizia popolare.

Due anni fa la Fondazione Ca’ Granda con CDP-Polaris fece confluire il patrimonio immobiliare cittadino nel Fondo Immobiliare Ca’ Granda che passò presto di proprietà a InvestiRE SGR, dichiarando tramite stampa alle istituzioni e alla città la chiara intenzione di rivalutare e gestire al meglio gli immobili, con l’obiettivo di finanziare la ricostruzione del nuovo ospedale, attraverso la vendita di parte di alcune di queste proprietà e la ristrutturazione delle restanti a scopo di housing sociale, in particolare del Blocco Sarpi, fiore all’occhiello di tutta l’operazione.

La tutela dell’inquilinato, come promesso, sarebbe dovuta essere garantita attraverso:

  • la richiesta di mobilità temporanea in appartamenti della zona
  • la promessa di ricollocazione successiva negli appartamenti di origine
  • la copertura delle spese di trasloco
  • la garanzia dell’alloggio fino alla possibilità di acquisto, anche a riscatto

Ora però, i gestori sociali QLS, cui le banche d’affari che gestiscono il Fondo Ca’ Granda hanno conferito l’incarico, senza nessuna comunicazione ufficiale e formale agli inquilini, sono entrati per colloqui individuali nelle nostre case, scavalcando l’accordo sottoscritto da Investire SGR con i sindacati inquilini per la tutela collettiva, proponendosi quali unici referenti. Durante i colloqui vengono avanzate proposte di ricollocamento urgenti, in zone lontane (Bonola, Cinisello Balsamo, Gallaratese, Piazzale Uruguay), viene dichiarata la volontà di svuotare gli alloggi al più presto o comunque entro la fine dell’anno e, in caso di mancata accettazione di questo, come soluzione alternativa, viene paventato lo sfratto delle famiglie. Inoltre, le comunicazioni in questi incontri, non sono univoche, ma le informazioni differiscono a seconda degli interlocutori presenti.

Tutti i residenti del Blocco Sarpi-Bramante, molti dei quali hanno trascorso in zona tutta la loro vita, raggiungendo una considerevole età, si trovano in una situazione psicologicamente critica a causa del modus operandi della proprietà.

Il Comitato Ca’ Sarpi, viene dunque costituito per la tutela collettiva degli inquilini, in accordo con i sindacati inquilini, e si pone come l’ufficiale referente dei locatari.

La dichiarazione di intenti e le promesse, pubblicamente espresse al momento della creazione del Fondo Ca’ Granda, parlano chiaramente, tramite gli organi di stampa, della tutela dell’inquilinato e della possibilità di rientrare nelle proprie abitazioni, al completamento del progetto di social housing.

La permanenza degli abitanti storici nel medesimo quartiere, resta vitale per la coesione sociale e la sopravvivenza di una struttura umana in questa città che ha già approvato grandi progetti di ristrutturazione (Scali ferroviari, Piazza D’Armi, Area Expo, Città della Salute, Politecnico), che di certo cambieranno in modo radicale e ragionevolmente preoccupante la possibilità ai cittadini di abitarvi.